Audient Horizon: tre nuove interfacce Thunderbolt 3 per lo studio professionale
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Audient amplia la propria offerta di interfacce audio con Horizon, una nuova famiglia di fascia professionale composta da tre modelli: Horizon 8P, Horizon 16 e Horizon 32.
Presentata il 14 settembre 2026 dopo, secondo Audient, cinque anni di sviluppo, la serie nasce attorno a una piattaforma comune Thunderbolt 3 per macOS, conversione AD/DA a 32 bit fino a 192 kHz, routing software avanzato e un’architettura scalabile che permette di collegare fino a quattro unità sullo stesso sistema.
Non si tratta però semplicemente di tre versioni della stessa interfaccia con un numero crescente di canali. Audient ha differenziato chiaramente i modelli in base al tipo di studio: Horizon 8P è orientata soprattutto alla registrazione, Horizon 16 agli studi ibridi con hardware analogico esterno e Horizon 32 alle strutture che richiedono un elevato numero di ingressi e uscite analogiche.
Audient Horizon: una nuova piattaforma sopra la serie iD
Con Horizon, Audient introduce una nuova piattaforma flagship dedicata agli studi professionali e ai project studio più strutturati.
Uno degli elementi su cui il costruttore insiste maggiormente è la connessione Thunderbolt 3. Audient dichiara una latenza round-trip di 0,99 ms a 192 kHz con buffer di 64 sample, puntando quindi sull’elaborazione nativa effettuata dal computer anziché su un ecosistema proprietario di plugin accelerati da DSP dedicati.
Il dato va naturalmente letto nelle condizioni in cui è stato misurato. Nelle specifiche Audient, sempre con buffer di 64 sample, la latenza round-trip dichiarata è di circa 3,94 ms a 48 kHz, 1,97 ms a 96 kHz e arriva a 0,99 ms a 192 kHz. Nella pratica entrano poi in gioco computer, DAW, sessione e plugin utilizzati.
L’idea è comunque interessante soprattutto per chi registra attraverso plugin nativi: simulazioni di amplificatori, channel strip, compressori o effetti possono essere utilizzati sfruttando direttamente la potenza del Mac, senza essere vincolati a una piattaforma DSP specifica.
Conversione a 32 bit e fino a 133 dB di gamma dinamica
Tutti i modelli Horizon condividono lo stesso approccio alla conversione, basato su convertitori ESS a 32 bit e sample rate fino a 192 kHz.
Audient utilizza nella presentazione della gamma il valore di 133 dB di gamma dinamica. Guardando più nel dettaglio le misurazioni AES-17 pubblicate dal produttore, troviamo 127 dB A-weighted sul percorso ADC, 132 dB sulle uscite linea e 133 dB sulle uscite monitor. È quindi più corretto parlare di una gamma dinamica che arriva fino a 133 dB, a seconda del percorso del segnale.
La sezione di conversione utilizza i chip ESS ES9823PRO ed ES9039, affiancati da operazionali OPA1602 e OPA1612. Audient dichiara inoltre un sistema di clock con PLL ibrido analogico/digitale progettato per contenere il jitter.
Più dei numeri presi singolarmente, però, è interessante la destinazione d’uso: Horizon 16 e Horizon 32 sono state progettate espressamente per diventare il punto di collegamento tra DAW, preamplificatori esterni, compressori, equalizzatori, sommatori e console analogiche.
Audient Horizon 8P: otto preamplificatori per registrare direttamente

La Horizon 8P è il modello della famiglia maggiormente orientato al tracking.
L’interfaccia offre complessivamente 24 ingressi e 32 uscite tramite Thunderbolt 3 e integra otto Audient Console Mic Preamps con fino a 75 dB di guadagno e richiamo digitale delle impostazioni. Audient indica che il progetto deriva dai preamplificatori discreti in Classe A utilizzati sulla console ASP8024-HE.
I preamplificatori dispongono inoltre di phantom 48 V indipendente per canale, pad da -10 dB e filtro passa-alto regolabile tra 25 e 250 Hz. I primi due canali possono essere utilizzati anche attraverso ingressi strumento JFET.
La caratteristica più particolare della 8P è però ORBIT, il nuovo controllo dell’impedenza analogica.
ORBIT: tre impedenze per modificare l'interazione con il microfono
ORBIT utilizza una rete a relè per modificare l’impedenza vista dal microfono prima della conversione digitale.
Sono disponibili tre impostazioni:
High: 2,8 kΩ
Mid: 1,2 kΩ
Low: 220 Ω
Cambiare l’impedenza di carico può modificare la risposta di alcuni microfoni, in particolare modelli dinamici e a nastro, intervenendo sull’interazione elettrica tra microfono e preamplificatore. Non è quindi un’emulazione applicata successivamente dal software, ma un intervento sul percorso analogico d’ingresso.
Per uno studio che registra spesso batterie, band, ensemble o più sorgenti microfoniche contemporaneamente, Horizon 8P è quindi il modello più immediatamente utilizzabile senza dover aggiungere una batteria di preamplificatori esterni.
Sono presenti anche 8 canali di I/O linea su DB25, doppio ADAT I/O, due coppie di uscite speaker per il monitoraggio A/B e due uscite cuffie. Horizon Control può inoltre gestire fino a quattro cue mix differenti.
Audient Horizon 16: il centro di uno studio ibrido

La filosofia cambia con Horizon 16.
Qui non troviamo gli otto preamplificatori microfonici della 8P: il modello è stato progettato principalmente per chi possiede già preamplificatori e processori analogici e vuole integrarli stabilmente nella propria DAW.
Horizon 16 offre 34 ingressi e 34 uscite complessivi e soprattutto 16 ingressi e 16 uscite analogiche linea distribuiti su quattro connettori DB25. A questi si aggiungono un ingresso stereo dedicato al mix bus e un’uscita monitor stereo indipendente.
In uno studio ibrido questo permette, ad esempio, di creare insert hardware nella DAW utilizzando compressori ed equalizzatori analogici oppure di inviare più stem a un sommatore esterno e acquisire nuovamente il mix stereo attraverso l’ingresso dedicato.
Sono disponibili livelli di riferimento selezionabili +18 dBu e +24 dBu, una caratteristica utile quando bisogna calibrare correttamente l’interfaccia con apparecchiature analogiche professionali. Sono presenti inoltre Word Clock BNC in ingresso e uscita e doppia espansione ADAT.
Horizon 16 appare quindi particolarmente interessante per il project studio evoluto nel quale la qualità e il numero delle conversioni linea sono più importanti della presenza di preamplificatori incorporati.
Audient Horizon 32: 32 ingressi e 32 uscite analogiche in una unità rack

Con Horizon 32 lo stesso concetto viene esteso agli studi con un numero decisamente maggiore di collegamenti analogici.
L’interfaccia offre 50 ingressi e 50 uscite complessivi, con 32 ingressi e 32 uscite linea attraverso otto connettori DB25. Anche in questo caso troviamo ingressi stereo dedicati al mix bus, uscite monitor stereo indipendenti, doppio ADAT e Word Clock.
È una configurazione pensata soprattutto per studi commerciali, grandi rack di outboard, sistemi di somma analogica e console che devono scambiare molti canali contemporaneamente con la DAW.
Un aspetto notevole è la densità: i 64 canali analogici principali di conversione, 32 in ingresso e 32 in uscita, sono contenuti in un telaio da 1U rack.
Fino a quattro Horizon e sistemi da 200 x 200 I/O
La scalabilità è uno dei punti su cui Audient ha costruito l’intera serie.
È possibile collegare in cascata fino a quattro interfacce Horizon, gestendole attraverso un unico driver macOS. Utilizzando quattro Horizon 32, il sistema può raggiungere un massimo complessivo di 200 ingressi e 200 uscite.
Questo significa che lo studio può partire, per esempio, da una Horizon 8P dedicata al tracking e crescere successivamente aggiungendo altre unità della famiglia senza dover cambiare completamente piattaforma.
Tutti e tre i modelli dispongono inoltre di doppio ADAT I/O e Word Clock BNC, mentre il telaio da 1U utilizza un progetto termico fanless, quindi senza ventola, una scelta particolarmente sensata quando l’hardware viene installato nella stessa sala in cui si registra o si effettua il mix.
Horizon Control gestisce routing e monitoraggio

Insieme all’hardware arriva anche Horizon Control, il nuovo software di gestione della serie.
Sui modelli Horizon 16 e 32 il programma funziona come patch bay virtuale per organizzare routing, monitoraggio e metering; sulla Horizon 8P permette inoltre di gestire i quattro cue mix destinati ai musicisti.
Il richiamo digitale delle impostazioni è particolarmente interessante sulla 8P, perché permette di recuperare anche i valori di gain dei preamplificatori quando si riapre una sessione.
Per studi nei quali si alternano frequentemente produzioni differenti può essere una comodità concreta: meno tempo impiegato a ricostruire routing e livelli significa poter riprendere più rapidamente una sessione precedente.
Horizon 8P, Horizon 16 o Horizon 32: quale scegliere?
Le tre interfacce condividono la piattaforma di base, ma sono destinate a esigenze piuttosto differenti.
Horizon 8P è la scelta più orientata alla registrazione. Gli otto preamplificatori, ORBIT, gli ingressi strumento e le uscite cuffie la rendono adatta a studi nei quali microfoni e musicisti entrano direttamente nell’interfaccia.
Horizon 16 è invece pensata per chi possiede già preamplificatori e outboard analogico. I 16 ingressi e 16 uscite linea permettono di costruire un sistema ibrido consistente senza pagare per sezioni microfoniche che potrebbero non servire.
Horizon 32 porta lo stesso approccio su una scala superiore, con 32 ingressi e 32 uscite analogiche principali. Diventa quindi interessante quando bisogna collegare console, grandi rack di processori oppure numerosi canali hardware contemporaneamente.
La possibilità di combinare più unità rende inoltre meno rigida questa distinzione: un sistema può essere costruito progressivamente in base alle necessità dello studio.Con Horizon, Audient non cerca semplicemente di aumentare il numero di ingressi delle proprie interfacce esistenti. La nuova serie introduce una piattaforma pensata intorno a Thunderbolt, bassa latenza, conversione multicanale e integrazione analogica, con tre configurazioni costruite per workflow differenti.
La serie Audient Horizon 8P, Horizon 16 e Horizon 32 sarà disponibile a partire dal fine settembre 2026.
