
A prima vista possono sembrare semplicemente delle tastiere elettroniche senza altoparlanti. In realtà le tastiere controller USB o MIDI controller sono strumenti pensati per fare qualcosa di diverso: controllare software musicali, strumenti virtuali, sintetizzatori, moduli sonori e, nei modelli più evoluti, buona parte delle funzioni di una DAW direttamente dall’hardware.
Una tastiera controller USB produce suoni?
Normalmente no.
Una master keyboard o MIDI controller non deve essere confusa con una tastiera arranger, un sintetizzatore o un pianoforte digitale. Premendo un tasto, il controller genera e trasmette informazioni MIDI come nota, velocity, aftertouch, pitch bend o Control Change. Sarà poi un software o un dispositivo MIDI esterno a trasformare quei dati in suono. La stessa MIDI Association descrive la tastiera controller come un dispositivo che invia messaggi MIDI verso lo strumento o il generatore sonoro che li riceve.
In un tipico home studio, ad esempio, la configurazione sarà:
Controller USB → computer → DAW o virtual instrument → scheda audio → monitor o cuffie
Il controller diventa quindi la parte fisica attraverso la quale suoniamo e controlliamo ciò che avviene nel computer.
E questa distinzione è importante anche al momento dell'acquisto: scegliere un controller USB non significa semplicemente scegliere quanti tasti avere.
Cosa si può fare con una tastiera MIDI controller?
Il primo utilizzo è ovviamente suonare strumenti virtuali.
Un pianoforte software, un sintetizzatore VST, un organo Hammond virtuale, una sezione orchestrale o un campionatore diventano molto più naturali da utilizzare attraverso una tastiera rispetto all'inserimento delle note con mouse e tastiera del computer.
Ma un controller moderno può fare molto di più.
Fader, encoder, pad, pulsanti di trasporto e altri controlli possono gestire direttamente volume delle tracce, panoramica, effetti, parametri dei sintetizzatori, registrazione, Play, Stop, loop e automazioni.
I controller più orientati alla produzione possono quindi diventare una vera superficie di controllo della DAW, riducendo notevolmente l'uso del mouse.
Altri modelli puntano invece soprattutto sulla qualità della tastiera, arrivando agli 88 tasti pesati Hammer Action per chi vuole utilizzare pianoforti virtuali mantenendo una sensazione esecutiva più vicina a quella di un pianoforte.
Altri ancora privilegiano trasportabilità, produzione elettronica o performance live.
Proprio per questo che non esiste una tastiera controller migliore in assoluto.
A chi serve una tastiera controller USB?
Praticamente a chiunque utilizzi il computer come parte del proprio setup musicale.
Producer e home studio
Probabilmente sono gli utenti più immediatamente associati ai controller MIDI.
Con una sola superficie possono suonare strumenti virtuali, registrare parti MIDI, programmare batterie, automatizzare effetti e controllare il mixer della DAW.
In questo caso sono particolarmente interessanti controller dotati di fader, knob, pad e integrazione DAW.
Tastieristi
Per un tastierista la priorità può essere differente.
Chi utilizza soprattutto pianoforti virtuali potrebbe preferire 88 tasti pesati. Chi invece utilizza synth, organi, pad e molti strumenti differenti può trovare più pratico un controller da 49 o 61 tasti con aftertouch e controlli assegnabili.
Musicisti che compongono
Una master keyboard può diventare il centro di un piccolo studio: si apre un virtual instrument e si può iniziare immediatamente a scrivere, registrare e arrangiare.
DJ e performer elettronici
Pad, lancio delle clip e controllo della Session View rendono alcuni controller particolarmente interessanti in software come Ableton Live.
L'Akai APC Key 25 MK2, per esempio, nasce proprio attorno a questo tipo di workflow, combinando 25 mini tasti con una matrice 5×8 da 40 pad dedicata alla gestione delle clip.
Musicisti in viaggio e content creator
In questo caso peso e dimensioni possono diventare più importanti dell'estensione della tastiera.
Il Carry-On FC25 porta questa filosofia all'estremo: può essere ripiegato, integra una batteria ricaricabile e supporta MIDI via Bluetooth, USB e TRS.
25, 37, 49, 61 o 88 tasti: quanti ne servono realmente?
Questa è probabilmente la prima scelta da fare.
25 tasti: quando lo spazio viene prima di tutto
Due ottave sono sufficienti per programmare linee di basso, lead, accordi semplici, batterie e molte parti elettroniche.
Non sono invece la soluzione ideale per chi vuole suonare parti pianistiche complete con entrambe le mani.
Un 25 tasti ha senso soprattutto quando vogliamo massima compattezza oppure quando i tasti sono soltanto una parte di una superficie di controllo più articolata.
È esattamente la filosofia dell'Akai APC Key 25 MK2 e, in maniera completamente diversa, del Carry-On FC25.
37 tasti: compatto, ma molto più suonabile
Tre ottave rappresentano spesso un ottimo compromesso per un piccolo home studio.
Il NUX NTK-37 utilizza 37 tasti full-size semi-pesati sensibili alla velocity e dispone anche di aftertouch, mantenendo dimensioni decisamente più contenute rispetto ai controller da 49 o 61 tasti.
49 tasti: il formato universale
Quattro ottave permettono già di affrontare comodamente moltissime parti musicali senza occupare lo spazio di una tastiera completa.
Per produzione musicale, sintetizzatori virtuali e home recording, 49 tasti sono probabilmente uno dei compromessi più equilibrati.
Nella selezione attuale troviamo due interpretazioni molto differenti di questo formato: NUX NTK-49 e Arturia KeyLab 49 MK3 Ultra Edition.
61 tasti: per chi vuole realmente suonare
Cinque ottave permettono un utilizzo decisamente più tradizionale della tastiera mantenendo dimensioni inferiori rispetto a un controller da pianoforte.
Il NUX NTK-61 aggiunge inoltre pad, controlli DAW e numerose funzioni creative, trasformandosi in una vera postazione di produzione.
88 tasti: per pianisti e parti pianistiche
Se l'obiettivo principale è utilizzare pianoforti acustici ed elettrici virtuali, l'estensione completa e una meccanica pesata diventano molto importanti.
M-Audio Hammer 88 utilizza 88 tasti Hammer Action completamente pesati e sensibili alla velocity ed è chiaramente il modello della selezione attuale maggiormente orientato al pianista.
Mini tasti, semi-pesati o Hammer Action?
Il numero dei tasti racconta solo metà della storia.
Mini tasti
Permettono di costruire controller estremamente compatti. Sono ottimi per programmazione, produzione elettronica e utilizzo mobile, ma meno indicati per chi arriva da pianoforte o tastiera tradizionale.
Tasti full-size semi-pesati
Sono probabilmente il compromesso più versatile.
Offrono maggiore consistenza rispetto a una synth action molto leggera ma rimangono sufficientemente rapidi per synth, organi, pad e strumenti elettronici.
NUX NTK-37, NTK-49 e NTK-61 utilizzano tasti full-size semi-pesati sensibili alla velocity; tutti e tre dispongono anche di aftertouch.
Anche Arturia KeyLab 49 MK3 adotta una tastiera semi-pesata riprogettata con velocity e aftertouch, con un'impostazione decisamente orientata all'espressività e all'utilizzo professionale.
Hammer Action
Qui l'obiettivo cambia completamente.
La meccanica cerca di avvicinarsi maggiormente alla risposta di un pianoforte. M-Audio Hammer 88 sacrifica quindi parte della filosofia da "control surface" per concentrarsi sull'esecuzione: 88 tasti pesati, pitch e modulation wheel, controlli essenziali e tre ingressi dedicati ai pedali.
Velocity e aftertouch non sono la stessa cosa
Sono due concetti che spesso vengono confusi.
La velocity misura sostanzialmente la dinamica con cui viene premuto un tasto.
L'aftertouch entra invece in gioco dopo aver premuto il tasto: continuando ad esercitare pressione è possibile inviare un ulteriore comando MIDI, che può essere utilizzato per modulare vibrato, filtro, volume o altri parametri del virtual instrument.
Sono funzioni differenti e l'aftertouch può diventare molto interessante per synth, archi, pad e performance più espressive. La MIDI Association distingue infatti i messaggi di velocity da quelli di pressure/aftertouch.
Pad, knob e fader: servono davvero?
Dipende dal modo in cui lavoriamo.
Se vogliamo soltanto suonare un pianoforte virtuale, probabilmente no.
Se invece produciamo musica all'interno di una DAW possono cambiare completamente il workflow.
I pad sono comodi per programmare batterie, lanciare campioni o clip.
Gli encoder rotativi possono controllare filtri, effetti, panoramiche e parametri dei virtual instrument.
I fader sono particolarmente comodi per mixer, livelli, drawbar virtuali e automazioni.
E qui emergono chiaramente le differenze tra i controller della nostra
Confrontiamo i controller disponibili.
| Modello | Tasti | Punto di forza | Ideale per |
| Akai APC Key 25 MK2 | 25 mini | 40 pad e Ableton Live | Beatmaker, elettronica, live |
| Carry-On FC25 | 25 full-width | Pieghevole, Bluetooth e batteria | Mobilità |
| NUX NTK-37 | 37 full-size | Compatto con aftertouch e controllo DAW | Piccoli home studio |
| NUX NTK-49 | 49 full-size | Ottimo equilibrio tra tastiera e controlli | Produzione musicale |
| NUX NTK-61 | 61 full-size | Pad, knob, fader e ampia estensione | Producer e tastieristi |
| M-Audio Hammer 88 | 88 pesati | Hammer Action | Pianisti |
| Arturia KeyLab 49 MK3 Ultra | 49 semi-pesati | Integrazione e controllo professionale | Studio e live evoluti |
Akai APC Key 25 MK2: se Ableton Live è al centro del setup
APC Key 25 MK2 non va valutato semplicemente come una piccola tastiera da 25 tasti.
La parte realmente distintiva sono i 40 pad retroilluminati disposti in matrice 5×8, pensati per controllare direttamente clip e scene nella Session View di Ableton Live. A questi si aggiungono 8 encoder rotativi a 360°.
È quindi molto interessante per produzione elettronica e performance basate sulle clip.
Al contrario, se il nostro obiettivo principale è suonare pianoforti o arrangiamenti complessi, i 25 mini tasti rappresentano inevitabilmente un limite.
Da scegliere se: utilizzi soprattutto Ableton Live e vuoi una superficie estremamente compatta per clip, loop e strumenti virtuali.
Carry-On FC25: il controller che puoi realmente portare ovunque
Il Carry-On FC25 affronta il problema in maniera completamente differente.Si ripiega fino a misurare 390 × 126 × 48 mm, pesa 1,31 kg e integra una batteria ricaricabile con autonomia dichiarata fino a 8 ore.
Nonostante le dimensioni, offre 25 tasti full-width sensibili alla velocity, drum pad, quattro controlli assegnabili, arpeggiatore, controlli di trasporto e slider touch per pitch e modulation.
Ma la vera particolarità è la connettività: MIDI Bluetooth, USB, MIDI TRS da 3,5 mm e persino uscite CV per controllare apparecchiature analogiche.
Da scegliere se: devi lavorare spesso fuori dallo studio, utilizzi tablet o dispositivi mobili oppure vuoi un controller realmente trasportabile.
NUX NTK-37: poco spazio, ma tasti full-size
È probabilmente uno dei controller più particolari della serie NUX.
Pur utilizzando 37 tasti full-size semi-pesati con velocity e aftertouch, mantiene una larghezza di circa 74 cm e un peso di 4 kg.
Integra 9 fader, display LCD, controlli di trasporto, pitch e modulation wheel, arpeggiatore, Scale Mode e un trackpad che permette di controllare il computer direttamente dalla tastiera.
Non dispone invece dei knob del 49 né dei pad del 61.
Da scegliere se: vuoi tasti di dimensioni normali e funzioni DAW avanzate ma hai poco spazio sulla scrivania.
NUX NTK-49: probabilmente il compromesso più equilibrato della famiglia
Salendo al NTK-49 troviamo quattro ottave e, soprattutto, 8 knob oltre ai 9 fader.
Restano aftertouch, display LCD, arpeggiatore, Scale Mode, controlli DAW, pitch/modulation wheel, trackpad integrato, MIDI Out e ingresso sustain.
Sono inoltre disponibili 16 scene utente e il software NUX NTK Editor per personalizzare le assegnazioni.Rispetto al NTK-37 occupa più spazio, ma offre una superficie di controllo più completa.
Rispetto al 61 rinuncia invece ai pad.
Da scegliere se: cerchi una master keyboard completa per produzione musicale e home studio senza arrivare alle dimensioni di un 61 tasti.
NUX NTK-61: la più completa della serie
Il NTK-61 aggiunge l'elemento che manca ai fratelli minori: 8 pad sensibili alla velocity, utilizzabili attraverso due bank, oltre a 8 knob e 9 fader.
Dispone inoltre di Note Repeat, Smart Chord, Scale Mode, arpeggiatore, aftertouch e trackpad incorporato.Con 61 tasti full-size semi-pesati permette anche di suonare parti più articolate senza ricorrere continuamente al cambio di ottava.
Interessante anche la possibilità di utilizzare pad e tastiera su canali differenti per controllare contemporaneamente due strumenti virtuali.
Da scegliere se: vuoi un controller che faccia praticamente tutto e hai spazio sufficiente per un 61 tasti.
M-Audio Hammer 88: qui viene prima il pianista
Hammer 88 segue una filosofia opposta.Niente grandi matrici di pad e niente mixer pieno di fader.
Il protagonista è il keybed a 88 tasti completamente pesati Hammer Action, sensibile alla velocity.
Sono presenti pitch bend, modulation, master volume, 4 zone assegnabili per split e layer, uscita MIDI e tre ingressi separati per sustain, expression e soft pedal.
Con 17,5 kg di peso è naturalmente molto meno portatile degli altri controller della guida, ma questo non è il suo obiettivo.
Da scegliere se: vieni dal pianoforte o vuoi utilizzare soprattutto pianoforti acustici ed elettrici virtuali con un'estensione completa.
Arturia KeyLab 49 MK3 Ultra Edition: una vera centrale di controllo
KeyLab 49 MK3 Ultra Edition occupa invece il vertice della filosofia "controller come centro dello studio".
Dispone di 49 tasti semi-pesati con velocity e aftertouch, 12 pad RGB sensibili a velocity e pressione, 9 encoder touch-sensitive, 9 fader da 50 mm e un display a colori da 3,5".
L'integrazione software è uno dei suoi punti più forti: sono previsti script dedicati per DAW come Ableton Live, Logic Pro, Cubase, FL Studio, Bitwig e MainStage, oltre a compatibilità MCU/HUI e NKS per l'ecosistema Native Instruments.
Sono inoltre integrate funzioni come Scale Mode, Chord Play, Smart Voicing, arpeggiatore e Hold.
Tramite MIDI DIN può controllare anche strumenti hardware esterni.
Da scegliere se: vuoi una master keyboard da 49 tasti che diventi il centro operativo di un home studio evoluto, di uno studio professionale o di un setup live basato su software.
Quale sceglierei in base all'utilizzo?
Per Ableton Live, loop e performance elettroniche, Akai APC Key 25 MK2 ha una specializzazione che gli altri modelli non hanno.
Per viaggiare e produrre in mobilità, Carry-On FC25 è nettamente il più particolare.
Per una postazione compatta ma professionale, NUX NTK-37 permette di mantenere tasti full-size e aftertouch occupando relativamente poco spazio.
Per il classico home studio, NUX NTK-49 rappresenta probabilmente il punto di equilibrio della famiglia.
Per chi vuole più estensione, pad e controllo completo della produzione, NUX NTK-61 è la scelta più versatile.
Per il pianista, M-Audio Hammer 88 gioca praticamente un altro campionato: l'obiettivo è soprattutto la meccanica a 88 tasti pesati.
Arturia KeyLab 49 MK3 Ultra Edition è invece la scelta più completa per chi cerca una superficie di controllo premium, con profonda integrazione software, display e molti controlli fisici.
La domanda da porsi, quindi, non dovrebbe essere:
“Qual è la tastiera controller migliore?”
ma:
“Come voglio lavorare e cosa voglio controllare?”
È questa risposta che deve determinare il numero di tasti, la meccanica e soprattutto il tipo di controlli di cui abbiamo realmente bisogno.
Una volta individuato il proprio modo di lavorare, scegliere il controller giusto diventa molto più semplice.
